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San Lazzaro degli Armeni

Una piccolissima superficie (solo 7.000 metri quadrati) proprio di fronte al Lido, nella laguna di Venezia, praticamente tutta occupata da un monastero.

Stiamo parlando di San Lazzaro degli Armeni, un vero gioiello tra le isole della laguna di Venezia, oggi abitata da 22 monaci. L’isola è considerata uno dei centri mondiali più importanti per la cultura armena, casa madre dell’ordine dei Mekhitaristi. Prima di essere abitata dai monaci armeni in maniera stabile a partire dal Settecento, San Lazzaro, anche per la sua posizione relativa isolata e protetta, è stata terra dei benedettini di Sant’Ilario, poi diventata lebbrosario (da cui San Lazzaro, patrono dei lebbrosi), alloggio per i poveri e salvezza per i domenicani espulsi da Creta.

 

Nel 1717 la Repubblica di Venezia, infine, la concesse a un gruppo di monaci armeni in fuga da Modone, nel Peloponneso, che da allora la abitano stabilmente.
Tra questi monaci c’era Mechitar (oggi sepolto sull’isola all’interno della chiesa), uno degli artefici della rinascita della letteratura armena, nonché il fautore dello sviluppo della comunità di San Lazzaro e della sua trasformazione in importante centro culturale e scientifico.
Fu grazie a lui, infatti, che fu restaurato il monastero e furono sistemati i terreni circostanti, così i monaci poterono iniziare a educare i discepoli e tramandare di generazione in generazione la cultura armena. Nei decenni successivi fu anche costruita una tipografia indipendente da quelle di Venezia e fu edificata la biblioteca.
San Lazzaro era un centro così importante che persino durante l’invasione napoleonica fu risparmiata, perché considerata un’accademia di scienze e quindi protetta dall’imperatore.

 

Di particolare interesse sono la pinacoteca, il museo e la biblioteca, dove si trovano volumi, manoscritti e manufatti da tutto il mondo. All’interno della biblioteca sono conservati 170000 volumi, tra cui 4500 manoscritti. Nella pinacoteca e nel museo si trovano particolari reperti archeologici, tra cui dipinti e reperti armeni, un gesso di Canova che raffigura il figlio di Napoleone Bonaparte e la mummia egizia di Nemen Khet Amen, dell’800 a.C., completa di sarcofago. Sul soffitto si può ammirare uno splendido dipinto del Tiepolo che raffigura un’allegoria della Giustizia.
I monaci, inoltre, si prendono cura di diversi roseti sull’isola, e dai petali di rosa producono una marmellata, la vartanush, preparata con una tipica ricetta armena.

 

Per visitare San Lazzaro degli Armeni:

L’isola si raggiunge con la linea 20 da Venezia, che ferma anche a San Servolo.

I visitatori singoli possono entrare nel monastero e nella biblioteca senza prenotazione, con visita guidata tutti i giorni alle 15.25 (partenza da San Zaccaria con linea ACTV 20 alle 15.10).

 

Per gruppi è possibile effettuare visite in altri orari, solo su prenotazione, lasciando un’offerta, in questi turni:

Turno 1 dalle 9.45 alle 11.45;

Turno 2 dalle 13.45 alle 15.45;

Turno 3 dalle 15.45 alle 17.15.

 

Per tutte le informazioni si può contattare il Monastero allo 041 526 0104 o scrivendo a visite@mechitar.org

Highlights

Tempio votivo lido venezia
Pellestrina Venezia
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